Arrivare ultimi in una città piena di concorrenti

Refan è un marchio bulgaro di profumi alla spina con centinaia di negozi in Europa. Quello di viale Liguria ha aperto tra novembre e dicembre 2025, in una città dove il commercio arranca e dove i profumi equivalenti hanno già negozi storici, con clienti affezionati da anni. Le boccette costano tra i 10 e i 35 euro: il prezzo non basta a farsi scegliere.
Da maggio il profilo Instagram è passato da 400 a 700 follower. Pochi, ma caldi: gente che segue, chiede e poi passa in negozio.
Il negozio è arrivato in una Taranto che attraversa un periodo economico pesante, dove il potere d’acquisto è basso e ogni spesa si pesa due volte. Qui Refan deve sbracciarsi per farsi notare, in mezzo a realtà conosciute e affermate da anni.
E poi c’è il mercato. Sulle bancarelle si trovano i tester originali dei grandi marchi a cifre irrisorie (pratica illegale: i tester nascono con la scritta «vietata la vendita»). Per chi ha in tasca pochi euro, una boccetta alla spina parte in salita contro il nome famoso a prezzo stracciato.
Infine, la geografia. Viale Liguria è stata a lungo una delle strade più vive del commercio tarantino. Oggi le profumerie che lavorano tanto sono quelle già conosciute, o quelle di via D’Aquino e via Di Palma, nel pieno centro. Il tarantino è abituato a comprare lì, e per spostarlo di qualche isolato non basta un post.
La pazienza come metodo
Un negozio così ha bisogno di tempo per affermarsi. Ci stiamo riuscendo con tanta pazienza, sperimentando molti format e molti contenuti e tenendo quelli che rispondono: una collaborazione con un altro negozio, una coda generata con l’intelligenza artificiale, un volto nuovo dietro al banco.
Quando il negozio dice la sua
Come racconto nel case study del parcheggio, i video che rendono di più parlano della comunità: i problemi della città, i fatti appena accaduti, visti dal punto di vista di un commerciante. Sono quelli che fanno scoprire il negozio al pubblico più adulto, e soprattutto alle donne più adulte, che sono le clienti principali.
Il metodo è semplice. Chiedo ad Alessio cosa pensa di qualcosa che è successo a Taranto e lo lascio parlare. Lui dice quello che vuole; io lo aiuto a dargli la forma di un reel da 30-40 secondi, frase per frase. L’opinione resta sua, la misura la porto io.
Di solito sono questi i video che rendono meglio, e quelli che portano Refan davanti a gente che non sapeva della sua esistenza.